venerdì 20 novembre 2015

Meditazione mandala, la meditazione per tutti


Molti sono attratti dalla possibilità di raggiungere la pace mentale, il silenzio, il "relax".
Nel mondo di oggi è una meta che pare irraggiungibile.

Eppure ci sono tantissime tecniche di yoga e meditazione, dall'India al Giappone se ne conoscono centinaia.

Siediti e respira.

Ecco una delle più semplici.
Che semplice per l'uomo occidentale non è affatto!

Siediti e respira.

Si ma cosa faccio? Cosa penso?
Devo rilassarmi! No ma non riesco! Come si fa? Ah già già devo osservare il respiro... Ma che faccio conto le inspirazioni? Le allungo.
Rilasso... Cazzo, la bolletta ieri mi son dimenticata!
E i soldi sul conto stan finendo... E il 15 devo pagare il corso di inglese del piccolo... e poi... e poi... e poi...

... respira ....

Può non essere così facile.
La prima volta che ho provato a meditare mi sono alzata dopo mezz'ora molto più stressata di prima.

E allora?
Allora si può cominciare con delle meditazioni più adatte agli occidentali, che sono abituati alla cultura del "fare".
Si chiamano meditazioni pratiche.
Meditare facendo qualche cosa.
Qualcosa che aiuti concentrazione, relax, scioglimento delle tensioni, liberazione dai pensieri ricorrenti.
La meditazione mandala è un'antica pratica tibetana, praticata dai monaci ancora oggi.

Il mandala è la figura che più di tutte porta alla centratura, calma la mente, crea spazio dentro di noi, fra i nostri pensieri.
Non fatevi ingannare: disegnare (o dipingere) il mandala non è un'attività da pittori.
E' un attività che va bene per tutti, dai tre anni in su.
"Saper disegnare" non serve in questo caso, anche perchè il risultato facilmente sarà astratto.
E' molto istintiva, semplice, efficace.
E tira fuori quello che c'è dentro di voi, vi aiuta a trovarvi, a capirvi, a sentirvi nel modo giusto.
Si può facilmente imparare e praticare poi a casa, comodamente nel vostro salotto.
Se volete provarci, potete contattarmi per la vostra pratica individuale.
Oppure dare un'occhiata ai vari post in proposito, su questo blog con l'etichetta "mandala".
Il mio consiglio però è, per le prime volte, di farvi guidare.
Buona meditazione a tutti!

Meditazione mandala: per info Carla F. Castagno info@illustration-art.net
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mercoledì 11 novembre 2015

Liberiamoci dal Karma



"La liberazione degli antenati" 30 cm di diametro. Acrilico su cartone telato. Un mandala nero, un colore che uso veramente pochissimo, tanto che non mi sembra nemmeno opera mia.
Ma è nato così il mio Mandala Diksha per la liberazione dal Karma. Il nero si è presentato come ispirazione e io l'ho messo sulla tela.

Secondo la tradizione indiana ci portiamo dietro molte cose non solo dalle nostre vite passate, ma anche dal passato della nostra famiglia (genitori, nonni, bisnonni e indietro nel tempo...)
Anche la moderna psicanalisi occidentale è d'accordo nell'affermare che traumi, malattie, dolori, violenze subite o perpetrate dai nostri avi possono avere un riscontro nella nostra vita di oggi.
Mi viene in mente un esperimento sociale messo in atto con un gruppo di scimmie. Queste scimmie vivevano in cattività e un giorno è stata posta nella gabbia una scala che conduceva ad una ciotola di cibo collegata ad un idrante. Le scimmie imparararono presto che se si avvicinavano a quel cibo l'idrante spruzzava acqua gelida, cominciarono ad averne paura e ad insegnare ai piccoli che "lì non si tocca" urlando e strattonando chi si avvicinava alla scala.
Dopo qualche tempo le scimmie della prima generazione non c'erano più, sostituite da figli e nipoti. L'idrante venne tolto e la scala col cibo mantenuta.
Ma la paura e l'insegnamento degli avi erano così forti che nessuna scimmia si avvicinava alla scala col cibo. Anche se non c'era più pericolo.
Anche se nessuna di quelle scimmie aveva fatto esperienza diretta dell'acqua gelida dell'idrante.

venerdì 6 novembre 2015

Il nero, colore delle infinite possibilità


E oggi in questa giornata di sole primaverile dipingo un mandala nero, non saprei dire perchè di preciso. Vado dove l'ispirazione mi porta.

Il nero, spesso associato alla negatività e alla paura, è in realtà il colore della possibilità.
Nella sintesi cromatica additiva, se cioè parliamo di luce, il nero è assenza. Dove non c'è energia, là c'è buio totale.
Se al contrario parliamo di pigmenti, cioè di materia (sintesi sotrattiva) è la somma degli altri colori.
Quindi potenzialmente in questo colore-non-colore c'è davvero tutto, dal nulla della luce alla totalità della materia.
Il pigmento nero assorbe la luce, cerca l'energia, si carica di calore.
Se volete stare al caldo, lo sapete, basta indossare una bella maglia nera, lei prenderà il calore del sole e ve lo regalerà.
Anche se è associato al buio della notte e quindi al pericolo e alla paura, questo colore è in realtà simbolo di infinite possibilità. Nel buio l'occhio si riposa, spazia, allarga la percezione agli altri sensi.

Dove non c'è nulla, solo lì può avvenire la creazione, la nascita.
Se solo non abbiamo paura di attraversarla, l'ombra è la porta verso l'infinito.